Classificazione: Icona da collezione Antiche Icone Russe, Icone Russe Antiche, Antiche Icone, Icone Russe

Russia: Scuole del Nord

Periodo: Inizio XVIII secolo 

Dimensione: cm 31 x 26.5

Descrizione:

Dopo il Battesimo del Signore, San Giovanni Battista fu rinchiuso in prigione da Erode Antipa, il tetrarca (sovrano di un quarto della Terra Santa) e governatore della Galilea.

Il profeta di Dio Giovanni aveva apertamente denunciato Erode per aver lasciato la moglie legittima, la figlia del re arabo Areta, e poi aver cominciato a convivere con Erodiade, moglie di suo fratello Filippo (Luca 3,19-20).

Il giorno del suo compleanno, Erode fece un banchetto per i dignitari, gli anziani e un migliaio di capi del popolo, qui Salomè, figlia di Erodiade, danzò ed Erode ne fu incantato. In segno di gratitudine verso la ragazza, giurò di darle tutto quello che avrebbe chiesto, finanche la metà del suo regno.

La vile ragazza su consiglio della sua malvagia madre Erodiade chiese che su un piatto le fosse data la testa di Giovanni il Battista.

Erode si inquietò, perché temeva l’ira di Dio per l’omicidio di un profeta, che prima aveva ascoltato, ma ebbe anche paura del popolo, che amava il santo Precursore.

Ma a causa degli ospiti e del suo giuramento sconsiderato, diede ordine di tagliare la testa di san Giovanni e di darla a Salomè.

Erodiade in preda alla frenesia oltraggiò ripetutamente la testa del santo facendola poi gettare in un luogo immondo.

La pia Giovanna, moglie di Cusa amministratore di Erode, seppellì la testa del Battista in un vaso di terra sul Monte degli Ulivi, dove Erode aveva un appezzamento di terra.

Il corpo santo di Giovanni Battista quella notte fu preso dai suoi discepoli e sepolto a Sebastia, là dove l’atto malvagio era stato compiuto.

Durante il processo che precedette la morte del Salvatore, Ponzio Pilato, governatore della Giudea, gli inviò Gesù per farlo giudicare, Erode, dopo averlo beffeggiato glielo rimandò.

Il giudizio di Dio giunse su Erode, Erodiade e Salomè già durante la loro vita terrena.

Un inverno Salomè, attraversando il fiume Sikoris, cadde attraverso il ghiaccio, che aveva ceduto, il suo corpo era in acqua, ma la sua testa era al di sopra del ghiaccio.

E avvenne che come un tempo ella danzava con i piedi sulla terra, ora invece si agitava disperatamente nell’acqua gelata.

Così rimase intrappolata fino al momento in cui il ghiaccio affilato le tagliò il collo.

Il suo cadavere non venne trovato, ma la testa venne portata ad Erode ed Erodiade, allo stesso modo in cui un giorno lei aveva portato la testa di san Giovanni Battista.

Il re arabo Areta, per vendicare l’affronto mostrato a sua figlia, mosse guerra contro Erode, che venne sconfitto e subì l’ira dell’imperatore romano Caio Caligola venendo esiliato con Erodiade prima in Gallia, e poi in Spagna.

La Decollazione di San Giovanni Battista, è un giorno di festa stabilito dalla Chiesa, si osserva un digiuno stretto a motivo del dolore dei cristiani per la morte violenta del santo.

In alcuni paesi ortodossi i devoti in questo giorno non mangiano da un piatto piano o usano un coltello o mangiano cibo di forma rotonda.

Oggi la Chiesa fa memoria dei soldati ortodossi uccisi sul campo di battaglia, come stabilito nel 1769 al tempo della guerra della Russia contro i turchi e i polacchi.

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Rara icona con la presenza di due santi monaci nel momento in cui trovano la testa di San Giovanni Battista, come a loro predetto, in una visione, dallo stesso Precursore.

Il monaco a sinistra è in piedi con una pala fra le mani, l’altro inginocchiato indica la reliquia, si trovano in un campo al di fuori della città, vestiti semplicemente, fra loro una grande coppa dorata con la testa di San Giovanni.

La cornice marrone reca nella parte superiore il titolo dell’icona in slavonico antico.

 

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