Il nuovo collezionismo – l’Arte degli Zar

 

 

Sulle icone veniva spesso impiegato l’oro, l’oro metallo nobile, in quanto detto metallo era l’unico mezzo per rappresentare la Luce Divina. Di conseguenza era un ulteriore valore aggiunto all’opera medesima. 

Non era importante il pittore, non spettava a lui dare importanza al suo dipinto iconografico. Ed ecco allora il sorgere delle scuole iconografiche, importanti centri culturali e di studio per l’arte iconografica. Da qui passavano i migliori maestri di ogni epoca, i quali dovevano esprimersi al meglio per non offuscare la notorietà della scuola.”

Per definire, in poche parole, l’importanza della pittura delle icone, si può affermare che, oltre alla bellezza, alla notorietà delle scuole, alla bontà delle esecuzioni, all’impiego di oro puro ed al rispetto rigoroso dei canoni (non vi era inventiva del pittore che non sempre era lucido, rifacendo più volte un aspetto del quadro) per secoli e millenni, questa Arte Sacra ha sempre ripetuto con maestria le figure e le scene del Sacro, senza lasciare all’inventiva del pittore i luoghi, i personaggi con visi e vestiti dell’epoca del dipinto, le scene, le interpretazioni, i sentimenti suoi e non quelli di chi ammirava le opere. I pittori occidentali dipingevano per mostrare la loro bravura e non perché il popolo potesse “godere” di tale opera. Gli iconografi, invece, non dipingevano per se stessi, ma per raffigurare ciò che Dio “suggeriva” loro; erano chiamati “la mano di Dio”.

In termini più semplici: i pittori di opere religiose dipingevano facendo scaturire dal cuore emozioni per elevarsi a Dio. Gli iconografi erano ispirati da Dio per far entrare nel loro cuore ciò che poi dovevano rappresentare.

Nell’arte iconografica non vi è prospettiva come la intendiamo noi, ma la prospettiva rovesciata, peculiarità esclusiva delle icone.

Per concludere si può affermare che l’arte delle Icone è un’arte importante, più legata al Sacro di qualsiasi altra arte, più esclusiva, millenaria e che ha adornato chiese, palazzi, luoghi sacri per circa diciotto secoli. 

(fine)