Classificazione: Icona da collezione Antiche Icone Russe, Icone Russe Antiche, Antiche Icone, Icone Russe

Russia: Scuola di Mosca – fondo oro

Periodo:  seconda metà XIX secolo 

Dimensione: cm 31 x 26.2

 

Descrizione:

Nel XVII secolo l’iconografia mariana russa si arricchisce di un nutrito gruppo di soggetti di derivazione occidentale, generalmente di carattere simbolico e spesso incentrati sul tema della lode della Madre di Dio.

Fra questi, uno dei maggiormente diffusi è la Madre di Dio “Gioia di tutti gli afflitti”.

Sulla prima icona miracolosa di questo tipo la tradizione trasmette una leggenda che ne spiega la prodigiosa manifestazione.

L’immagine si sarebbe trovata a Mosca dal 1643 e avrebbe rivelato il proprio potere taumaturgico nel 1688.

Narra la leggenda che la sorella del patriarca Ioakim, da tempo sofferente, udì un giorno mentre pregava una voce che le ordinò di innalzare le proprie suppliche all’icona della Vergine.

Nella chiesa si svolgeva il servizio liturgico in onore della Sacra immagine; la malata venne aspersa con acqua benedetta e subito si levò, completamente guarita.

Il miracolo avvenne il 24 ottobre, e in questo giorno la Chiesa ortodossa istituì la festa dedicata all’icona.

Le figure, generalmente raccolte in piccoli gruppi, sono di norma accompagnate da scritte tracciate su pergamene, in cui si leggono le loro invocazioni alla Vergine, tratte dal canone della festa.

Sotto l’aspetto compositivo, sono note due varianti del tema.

Una prima, maggiormente diffusa, presenta la Madonna al centro della composizione: la sua figura è imponente, notevolmente più grande degli “afflitti” che la circondano.

Ai gruppi di sofferenti si mescolano Angeli che incitano alla preghiera, confortano, porgono panni per coprire gli ignudi e pane per sfamare gli affamati.

Inoltre, tra le molte figure che si stringono attorno a Maria, ricorre spesso la presenza di alcuni Santi.

Una seconda variante, meno comune, mostra invece la Vergine vestita di abiti regali e incoronata, circondata da Angeli e raffigurata nella parte superiore della composizione, sopra alla folla degli “afflitti”, nell’atto di intercedere presso il Salvatore.

Intorno al 1760 lo zar Pietro il Grande fece portare l’icona miracolosa da Mosca nella nuova capitale, Pietroburgo, dove era venerata nella cappella privata della famiglia imperiale; volle inoltre che una copia dell’icona lo accompagnasse nella guerra contro i turchi.

La Vergine domina al centro, a figura intera, in alcuni casi tenendo in braccio il Figlio (tipico della Scuola di Mosca), più spesso si presenta sola in una mandorla (tipo pietroburghese) mentre nella mano sinistra ha uno scettro e leva la mano destra a benedire l’umanità raffigurata nei gruppi di bisognosi che la supplicano nella zona inferiore dell’icona: viandanti, ignudi, affamati, infermi, pellegrini ecc., ciascuno dei quali porge la sua richiesta e presenta la sua necessità invocando la Vergine come soccorso nella tribolazione, incitato dall’Angelo che lo invita a volgere lo sguardo e a sperare nella Madre di Dio.

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La Madre di Dio si presenta con dimensioni notevolmente accentuate rispetto agli afflitti che la invocano e agli Angeli che li accompagnano, assisa, su un piedistallo, con lo sguardo rivolto alla sua destra, la mano destra indica la via da seguire, ovvero il Figlio sorretto con il braccio sinistro.

Ancorché incentrata sulla figura della Madre di Dio, l’icona rammenta che ogni salvezza procede dal Figlio e, per suo tramite, da Dio stesso.

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