Classificazione: Icona da collezione Antiche Icone Russe, Icone Russe Antiche, Antiche Icone, Icone Russe

Russia: Scuola di Mosca

Periodo:  metà XIX secolo 

Dimensione: cm 31 x 25

Descrizione:

La tipologia di appartenenza di questa icona è quella della Vergine della Tenerezza: ‘Eleusa’, in riferimento alla virtù di Maria, la misericordia, oppure ‘Umilenie’, che è il sentimento provato dal Figlio in seguito alla intercessione di Sua Madre, l’intenerimento. Essa mostra una Madre che stringe affettuosamente il Figlio contro il petto.

Fra le immagini mariane appartenenti al tipo ‘della tenerezza’ la Madonna Feodorovskaja è iconograficamente la più vicina alla Madonna di Vladimir, con la quale condivide l’espressione elegiaca e dolente; uguale anche la posa del Bambino che, sorretto dalla Madre con il braccio destro, le cinge il collo con la sinistra in modo che risulta visibile la piccola mano, mentre con la destra la abbraccia sulla spalla.

L’unica differenza riguarda le gambe del Bambino, che in questo soggetto sono scoperte.

Il tipo della Tenerezza Feodorovskaja fu dipinto per la prima volta nel 1239, su commissione del principe di Kostroma, Vasilij Kvasnia, che aveva avuto una visione miracolosa durante una battuta di caccia.

L’icona ricevette la sua denominazione dalla chiesa di San Feodor Stratilate in cui fu collocata.

Con questa icona la zarina Marfa Loannovna benedisse il figlio Michail Feodorovic, il primo sovrano della dinastia dei Romanov, incoronato il 14 marzo 1613.

L’icona divenne così la patrona dei Romanov, che la veneravano nella loro cappella privata del Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo.

Se il canone della Madonna Feodorovskaja conosce particolare fortuna all’inizio del XVII secolo, nella seconda metà del seicento si ha grande diffusione di immagini con miniature illustranti la storia dell’icona, che si ispirano al ciclo di affreschi della cattedrale della Dormizione di Kostroma e alle miniature che circondano la stessa miracolosa immagine.

Una leggenda narra che gli abitanti di Kostroma ebbero una visione, nell’anno 1239, quando videro un guerriero sfolgorante di luce e simile al grande guerriero Teodoro Stratilate che stava avanzando reggendo la sacra immagine.

Il giorno dopo il principe Vasilij Kvansnja andò a caccia nel bosco vicino alla città; ad un tratto un animale gli corse accanto, si gettò all’inseguimento e all’improvviso vide, davanti a se, la miracolosa immagine della Madre di Dio su un pino.

Il principe cercò di prenderla ma l’icona si alzò in cielo, provò una seconda volta, ma l’icona si librò ancora una volta verso l’alto.

Tornò allora con il clero e tutta la popolazione e dopo aver celebrato una funzione solenne, furono in grado di prendere l’icona e portarla in città, dove fu poi posta nella cattedrale dedicata a San Teodoro Statilate.

La miracolosa manifestazione dell’icona della Madre di Dio Feodorovskaja al principe Vasilji Kvansnaja è celebrata il 16 agosto, nell’anniversario dell’evento.

All’icona sono ascritti anche il miracolo di vederla alzarsi in aria mentre la chiesa dove era custodita andava in fiamme, per posarsi al centro della piazza dove fu poi costruita una nuova chiesa in pietra e, nel 1272 fu portata in battaglia, a lei si deve la sconfitta dei tartari, il lago vicino alla vittoria, da allora,  si chiama Santo, nome dato anche al paese vicino.

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Icona con tratto pittorico molto raffinato, con elegante scrittura ed incisività dei colori, uso di lumeggiature in oro, a testimonianza dell’importanza dell’icona nell’ambito devozionale e della famiglia che l’ha commissionata.

Va ricordato che l’utilizzo dell’oro non era comune a tutte le icone, si sarebbe dovuto usare per i nimbi e spesso per il fondo, ma considerando quanto fosse costoso e raro da reperire, era utilizzato solo dalle grandi Scuole iconografiche, come nel caso in esame parlando di una delle più importanti Scuole di Russia, quella di Mosca, era voluto dalle committenze più ricche, negli altri casi, per creare l’effetto dell’oro, si utilizzava il colore giallo.

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