Classificazione: Icona da collezione

Russia: Scuola di Solikamck

Periodo:  metà XVIII secolo – riza in argento dorato 1813

Dimensione: cm 25 x 30

Descrizione:

La Vergine di Kazan è una delle icone più conosciute e venerate della Russia.

Kazan era l’antica capitale dei Tartari sulle rive del Volga e conquistata nel 1555 dagli eserciti di Ivan IV il Terribile.

Un grande incendio distrusse parte della città nel 1579 e nello stesso anno la Vergine apparve ad una bambina di dieci anni, ordinandole di indicare agli ecclesiastici il luogo dove era sepolta un’icona miracolosa sotto le macerie di una casa bruciata.

Il clero non volle credere a questo messaggio inviato dalla Vergine.

La bambina si mise a scavare con la madre e trovarono l’icona sotto la stufa della casa. Era stata nascosta perché, sotto la dominazione dei tartari, gli ortodossi dovevano nascondere la loro fede e gli oggetti di culto.

L’icona fu portata trionfalmente nella cattedrale della città e cominciarono ad avvenire numerosi miracoli.

Numerose vittorie dei russi contro i tartari, i polacchi e le truppe di Napoleone, furono attribuite all’interposizione dell’icona miracolosa portata in battaglia.

In Russia questo canone iconografico è molto popolare ed è tradizione regalarla agli sposi. La Madre di Dio di Kazan si distingue dalla schema della ‘Odighitria’ (Colei che indica la via..) per quanto qui abbia perso un po’ della sua severità, per una gentile inclinazione del capo di Maria e per il particolare che la figura della Vergine è limitata alle spalle ed il Cristo Emmanuele (Cristo Bambino) è rappresentato in piedi.

Il Bambino è ritto alla sinistra della Madre: con la mano destra è benedicente, mentre la sinistra è nascosta dalla tunica.

La sorte della Maria di Kazan in seno all’iconografia russa è singolare.

La sua importanza risiede tutta nell’eccezionalità del culto e nella ricezione da parte dei fedeli, ed è in tal senso grandissima.

Nemmeno le icone mariane più amate e toccanti, come la celebre Madonna di Vladimir, conoscono la fortuna di questa immagine, che l’antica Russia recepisce come squisitamente nazionale e che i fedeli adottano come icona per eccellenza.

L’immagine divenne l’Icona di famiglia degli zar: nel 1721 Pietro il Grande ne commissionò una copia da porre nella cattedrale della nuova capitale di San Pietroburgo, quella che come vedremo fra poco, Giovanni Paolo II restituì al Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.
L’ultimo atto politico dello Zar Nicola II, nel 1918, fu quello di consacrarLe il suo impero. Qualche giorno più tardi lo zar fu arrestato, per ordine di Trotski, e ucciso insieme a tutta la sua famiglia.

L’icona sparì di nuovo durante gli orrori della Rivoluzione russa.

Molti pensarono che fosse stata bruciata insieme alle Icone e alle immagini di santi durante la repressione religiosa comunista; secondo altri, invece, l’icona fu rubata e venduta in Occidente da contrabbandieri russi, visto che il regime comunista proibiva gli oggetti religiosi, condannandoli inesorabilmente al rogo ed alla distruzione.

Ma in Russia, prima della rivoluzione del 1917, esistevano, oltre all’originale, altre tre icone sacre della Madonna di Kazan (probabilmente delle copie), ugualmente venerate e miracolose.

Sono andate tutte perse, cancellate dalla furia comunista.

I luoghi di culto, dove esse erano conservate, sono stati distrutti. A Kazan, in particolare nel luogo ove sorgeva la chiesa, i bolscevichi  costruirono una fabbrica di tabacco; a Mosca, sempre sulle fondamenta della chiesa, fu edificata una toilette pubblica! Ancora più paradossale ciò che avvenne a San Pietroburgo, ove al posto della chiesa sorse il museo dell’ateismo!!!
L’ideologo marxista Maksim Gor’kij (1868-1936), nella sua grande opera rivoluzionaria La Madre (1907), ha dovuto riconoscere che la Madonna è in Russia “il nemico invincibile [dell’ateismo]”.

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La Madre di Dio ha il volto assorto e porta un maphorion blu sopra il quale un mantello con cappuccio marrone a ricordare la sua natura terrena, il bordo di queste è arancione con linee orizzontali gialle, sono visibili anche due delle tre stelle siriache, una è nascosta dal figlio, che la contraddistinguono.

Il suo nimbo è dorato e deborda sulla cornice.

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