Classificazione: Icona da collezione Antiche Icone Russe, Icone Russe Antiche, Antiche Icone, Icone Russe

Russia: Scuola di Palech

Periodo:  Inizio XIX secolo – Riza in argento dorato con pietre

Dimensione: cm 31.2 x 27

Descrizione:

La tipologia di appartenenza di questa icona è quello della Vergine della Tenerezza: ‘Eleusa’, in riferimento alla virtù di Maria, la misericordia, oppure ‘Umilenie’, che è il sentimento provato dal Figlio in seguito alla intercessione di Sua Madre, l’intenerimento. Fra tutte le Vergini della Tenerezza la più celebre e la più bella è la Vergine di Vladimir: essa mostra una Madre che stringe affettuosamente il Figlio contro il petto.

Però il Suo volto, fine ed aristocratico, non esprime gioia: gli occhi profondi, pieni di tristezza, guardano dritto verso lo spettatore e lo affascinano con la loro espressione misteriosa ed afflitta.

Anche il volto del Bambino esprime gravità e concentrazione.

Sono queste le caratteristiche iconografiche del tipo della Madre di Dio di Vladimir, presenti nell’antico prototipo e nelle innumerevoli copie che esso produsse nei secoli.

Si tratta nella maggior parte dei casi di immagini di dimensioni ridotte e destinate al culto domestico, l’ambito più naturale per la diffusione di un soggetto animato da una così forte carica emotiva.

La tradizione vuole che la Vergine di Vladimir sia stata dipinta da San Luca.

L’icona sarebbe stata trasferita verso il 450, sotto il regno di Teodosio il Giovane, da Gerusalemme a Costantinopoli, dove sarebbe rimasta fino al secolo XII.

Tra il 1125 ed il 1130 il patriarca Luca la inviò a Jurijj Dolgorukij, principe di Kiev, che l’affidò al monastero della città di Vysgorod, antica sede della principessa Olga.

Nel 1155 Jurij Dolgorukij donò la città ed il monastero al proprio figlio, il principe Andrey. E’ in quest’epoca che l’icona cominciò ad operare miracoli ed attirò numerosi fedeli.

Un giorno si vide l’icona restare in aria, sospesa in mezzo alla Chiesa.

Il principe Andrey comprese che la Vergine aveva scelto per la sua icona un altro luogo, diverso da quello in cui si trovava, e, poiché da molto tempo pensava di seguire la gente che partiva verso il nord della Russia, decise di fondare un nuovo principato nella città di Rostov: parti in piena notte, portando con sé l’icona di Vysgorod.

Arrivato con i suoi uomini presso Vladimir vide che i cavalli si rifiutavano di avanzare. Fece allora celebrare una ufficiatura in onore della Madre di Dio e decise di far costruire una Chiesa in quel luogo.

Due anni più tardi, nel 1160, la costruzione era già ultimata e l’icona, riccamente ornata a cura del Principe Andrey, venne esposta alla venerazione dei fedeli.

Da allora porta il nome di quella città: Madre di Dio di Vladimir.

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La tavola sarebbe stata dipinta dall’evangelista Luca sulla tavola dove la sacra famiglia era solita consumare i pasti.

L’origine del tipo dell’Eleusa affonda le sue radici nell’antichità bizantina, dal greco deriva anche il nome.

L’icona presenta la veneratissima immagine della Madre di Dio di Vladimir, la cui effigie originale è oggi visibile nella chiesa attigua alla Galleria Tret’jakov di Mosca dove è meta di incessanti pellegrinaggi, che riconduce direttamente alle origini del cristianesimo in Russia e, soprattutto, al battesimo di quelle terre nel 988.

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