Classificazione: Icona da collezione

Russia: Scuola di Mosca

Periodo: Prima metà XIX secolo 

Dimensione: cm 20 x 17.5

Descrizione:

Nella Deesis il Pantocrator è al centro, alla sua destra vi è la Madre di Dio in atteggiamento intercedente: essa rappresenta la Chiesa, riporta a Cristo le preghiere dell’umanità e la ricopre della sua protezione materna.

Al Battista spetta, dopo la Vergine, il posto d’onore accanto a Cristo, alla sinistra del suo trono; archetipo degli uomini, è anello di congiunzione fra l’Antico e il Nuovo Testamento e riassume in sè la lunga attesa del popolo di Israele; egli è il primo a indicare in Gesù il Messia, egli lo battezza nelle acque del Giordano.

Giovanni è il primo martire per Cristo, questa peculiarità gli conferisce un particolare potere di intercessione.

Il Cristo al centro con la Madre alla sua destra e Giovanni Battista alla sua sinistra entrambi in atteggiamento di supplica, costituiscono il modulo iconografico chiamato Deesis, ossia preghiera.

Questa triade è una creazione propriamente bizantina del VII secolo; essa presuppone da una parte un’accresciuta sensibilità del popolo cristiano al tema del ritorno di Cristo alla fine dei tempi, dall’altra il senso della preghiera di intercessione dei santi, ed è destinata a diventare parte integrante della struttura interna del’edificio sacro.

La Deesis è il centro ideale dell’iconostasi, perché rende evidente il legame fra Cristo presente nell’Eucarestia e l’umanità, ma non solo quella trasfigurata delle icone, ma anche quella che nella navata attende di partecipare alla Comunione dei Santi.

La rappresentazione della Deesis è spesso presente nel registro centrale delle iconostasi e può essere integrata dalle rappresentazioni degli arcangeli e di altri santi di importanza locale.

Originariamente il termine veniva usato in relazione a immagini rappresentanti la Vergine, Giovanni Battista, e Cristo, immagini nelle quali era espresso il ruolo privilegiato della Vergine e del Battista come i primi testimoni oculari della divinità di Cristo.

Dopo il IX secolo la composizione cominciò ad apparire in contesti che suggerivano il tema dell’intercessione.

La composizione cominciò allora a incorporare modelli di immagine associati alla Corte Imperiale: Cristo intronizzato tra Maria e Giovanni come un imperatore potrebbe essere intronizzato tra due cortigiani che intercedono.

Con questa nuova enfasi sull’intercessione la deesis divenne un elemento importante nelle scene del Giudizio Universale, dove la Vergine e Giovanni Battista intercedono per il genere umano.

A partire dal XIX secolo il termine è stato applicato esclusivamente alle immagini rappresentanti la Vergine e san Giovanni Battista in piedi ai lati di Cristo con le mani tese verso di lui.

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Gesù con i folti capelli che gli scendono su entrambe le spalle, la barba divisa in due ad indicarne la doppia natura, quella divina e quella umana, ha la mano destra benedicente alla maniera slava, mentre nella sinistra tiene il vangelo aperto, indossa vesti rosse e verdi con assist e decori dorati.

La Madre di Dio indossa una tunica verde sopra la quale porta il mantello marrone solcato da crisografia, è volta ala sua sinistra, verso il centro della composizione, la mano destra indica il Signore, mentre nella sinistra regge un rotolo bianco aperto.

San Giovanni il Precursore con la classica pelle di cammello marrone sotto il mantello verde, ha lunghi capelli, nella mano sinistra regge una coppa dorata entro la quale si trova la figura di Gesù bambino, mentre con la destra lo indica.

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