Classificazione: Icona da collezioneAntiche Icone Russe, Icone Russe Antiche, Antiche Icone, Icone Russe

Russia: Scuola di Jaroslavl’

Periodo: Fine XVIII secolo 

Dimensione: cm 43.8 x 38

Descrizione:

Nella tradizione dell’Oriente cristiano, l’icona della Crocifissione supera, per antica consuetudine, la drammaticità dell’evento della morte di Cristo per trasfigurarlo nell’annuncio dell’ormai prossimo compimento della promessa della Resurrezione.

Ciò ha consentito al canone di assumere connotazioni del tutto particolari, a cominciare da quella che non interpreta la figura di Cristo nel momento supremo della sofferenza, ma già permette di assaggiare la rinascita della Pasqua.

Per tale ragione le immagini di Gesù trafitto a morte sono caratterizzate, nelle icone, da una sorta di soave levità, anche quando intorno l’iconografo accentua, con la gestualità e la postura dei personaggi raffigurati di contorno (è il caso dell’opera in esame) tutta la drammatica intensità del momento così come, peraltro, descritta dai Vangeli.

Si vuol dire, in altre parole, che la ricchezza meditativa della Chiesa, arricchita dalla riflessione secolare degli antichi Padri, pur senza svilire la forza evocativa del frangente raffigurato, riesce pur tuttavia a sublimarlo nell’altrove che è già messaggio di fede: Cristo è morto, ma la sua morte è sorgente di vita. Non a caso il sangue che cola dalle ferite dei chiodi irrora il teschio di Adamo, che si trova sepolto sul Golgota giusto nel punto in cui il legno è conficcato nel terreno.

Così si compie il riscatto dal peccato originale; così si rinnova l’Alleanza infranta tra uomo e Dio. Proprio questa complessa ricchezza di simboli, oltre all’impatto emozionale che la Crocifissione sempre reca con sé per i cristiani, ha fatto sì che, al di là delle grandi icone ecclesiastiche, tali rappresentazioni venissero commissionate pure per essere collocate in cappelle private se non addirittura in abitazioni per destinarle alla venerazione familiare.

Nel caso specifico, era d’uso, soprattutto nell’ambiente dei Vecchi credenti, contornare la scena centrale con altre raffigurazioni oggetto di particolare devozione e quindi specificamente indicate al maestro.

In questo caso non esisteva un canone unico per l’intera opera, per cui i riquadri si possono legittimamente trovare posizionati in punti diversi della tavola; ciascuna immagine, piuttosto, doveva rispettare la codificazione compiuta dalla Chiesa per quella specifica tipologia iconografica.

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L’icona in esame applica, con estrema puntualità, quanto premesso.

La Crocifissione campeggia al centro dell’opera con una ricchezza stilistica che emerge dagli abiti dei personaggi ai piedi della Croce (Maria, a sinistra per chi guarda, e San Giovannino, a destra, su tutti, insieme al centurione Longino all’estremità destra), lavorati con assist dorato, ma anche dall’architettura della città di Gerusalemme che fa da sfondo alla rappresentazione.

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