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“…ed allora la collezione diventa non solo desiderio di possesso o di passione per il bello e per il raro, ma anche memoria e ripresa di un mondo”

L’icona russa è una (ri)scoperta del XX secolo. Solo quando si imparò a ripulire le antiche icone dagli strati pittorici di epoca più tarda, esse divennero vere e proprie opere d’arte rendendo quindi possibile studiarle scientificamente come storia, arte, sacro.

A Mosca, all’interno della cultura russa, appartiene un ruolo particolare. La sua fioritura iniziò notevolmente più tardi di Novgorod, ma proprio ad essa tocco’ in sorte di tradurre pittoricamente con maggior coerenza e perfezione artistica gli ideali nazionali.

Le immagini create dagli iconografi moscoviti del XV secolo sono colme di profonda pace interiore, assorte alla contemplazione del luminoso mondo spirituale dell’uomo.

Spesso, per “rinnovare” l’icona, su di essa di dipingeva una nuova raffigurazione. Il volto autentico dell’icona medievale fu riscoperto solo all’inizio del XX secolo, quando furono liberate dai rifacimenti posteriori le prime opere antiche. Questa scoperta provoco’ sui contemporanei un’impressione sconvolgente. Ritornava alla luce un mondo che sembrava perduto per sempre, un mondo colmo di bellezza, di armonia, di sorprendenti rivelazioni artistiche.

Questa scoperta coincise con un periodo di grande slancio della cultura russa, un vero e proprio rinascimento culturale, religioso, filosofico, artistico. Al mondo dell’icona, che spalancava la visione di un’altra realtà, si volsero pressoché tutti i più grandi artisti della nuova generazione: K. Petrov-Vodkin, P. Kuznekov, M. Larionov, N. Goncharova, V. Tatlin, A. Sevchenko, A Grischenko, N. Roerich, K. Malevic ed altri ancora. Nel 1913 M. Larionov organizzò una mostra sui dipinti del momento esponendo anche icone originali e stampe popolari.

Nel 1916 l’artista A. Grischenko svolse una relazione e, l’anno dopo, pubblico’ un libro dal titolo “L’icona russa come arte pittorica”. Il nuovo concetto della pittura delle Avanguardie Russe si basava anche sulla “Non oggettività” che non imita l’oggettualita’ alla lettera, ma va intesa come arte della contemplazione, dei materiali, dei colori, il tutto con le loro proprietà. Molto, delle innovazioni pittoriche, fu preso dall’iconografia…(per una ricerca più estesa si rimanda al libro “Il Volto e il Mistero” – autore Giovanni Boschetti)

Uno dei primi artisti che apprezzo’ adeguatamente la bellezza delle icone russe fu Henri Matisse. Giunto a Mosca nel 1911, per capire e conoscere i pittori delle Avanguardie Russe, ebbe modo di visitare diverse collezioni di icone, diventando da subito un appassionato ammiratore ed estimatore di questa arte. Rimase particolarmente colpito dalle icone di Novgorod, delle quali disse: “Questa è l’autentica arte popolare, da cui traspaiono le ricerche artistiche originarie. L’artista contemporaneo deve prendere l’ispirazione da questi primitivi…”. Matisse non capì l’essenza delle icone, ma ne intuì la pregevolezza pittorica. 
L’icona affascinava per le sue originali soluzioni coloristiche e compositive, per le sue immagini profondamente ispirate, per la sua concezione di vita semplice e patriarcale. 

“I nostri antichi antenati – scrive Trubesckoij – non erano filosofi, ma veggenti che esprimevano le proprie idee non con le parole, ma nei colori. Gli iconografi della antica Russia, con meravigliosa chiarezza e forza, incarnarono nelle forme e nei colori ciò che riempiva il loro animo: la visione di una diversa verità vitale e di una diversa concezione del mondo. Cercando di esprimere a parole l’essenza della loro risposta, nessuna è in grado di rendere adeguatamente la bellezza e la potenza di questo incomparabile linguaggio di simboli religiosi.”

P. M. Tret’jakov, colui che regalo’ le sue collezioni artistiche al museo russo che prese il suo nome, acquistò le prime icone nel 1890, scegliendo le medesime non in base al soggetto, ma al valore artistico. Nella sua collezione vi erano in tutto sessantadue icone, ma essa era considerata, a ragione, preziosa ed esemplare.

L’antica pittura russa di icone rappresenta uno degli esiti più alti raggiunti dalla cultura nazionale russa. Essa seppe esprimere, con grande profondità e perfezione artistica gli ideali e le concezioni spirituali della Rus’ medievale.

L’icona russa è una delle più grandi manifestazioni dell’arte mondiale. (I. Grabar)

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