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L’iscrizione alla Facoltà di Teologia, Anna e il sacerdozio

 

« A ciascuno Dio ha concesso una certa misura di fede, cioè “una convinzione di cose invisibili”. » (Pavel Aleksandrovič Florenskij, Ikonostas, 1921-1922)

Nel 1904 il filosofo russo matura la scelta di iscriversi alla Facoltà Teologica, nei pressi del monastero della Trinità di San Sergio a Sergiev Posad. Vi passa anni intensi, dedicati interamente agli studi di storia della filosofia, di biblistica, di teologia fondamentale, di mistica, logica simbolica, di lingua ebraica. Tempi comunque segnati dalla passione per la matematica e la scienza in genere, come sarà sino alla fine, per una scienza integrata nelle fondamenta di un pensiero che ormai inizia a prendere corpo. Milita con V.F. Ern nella Fraternità Cristiana di Lotta, fondata nel 1905 e scomparsa due anni più tardi, episodio fugace nel mondo della cultura russa dei primi anni del secolo.

« Migliaia di mistici di tutti i tempi hanno bussato con forze decuplicate alle finestre e alle porte del palazzo della scienza, e se non li lasceranno entrare con le buone, essi entreranno con le cattive, sfondando porte preziose sul loro cammino. » (Pavel Aleksandrovič Florenskij, Sul misticismo di M.M. Speranskij, 1906)

Nel 1906, contro una condanna a morte, pronuncia in Accademia il sermone “Il grido del sangue“, gli costerà già tre primi mesi di reclusione, poi commutati in grazia. Scrive poesie, alcuni articoli per il Bogoslovskij vestnik (Il Messaggero Teologico) e nel 1908, anno della morte del padre, consegue la Licenza in Teologia. Il 23 settembre è invitato a ricoprire la cattedra di Storia della Filosofia.
Il 25 agosto 1910 sposa Anna Michaijlovna Giacintova, dalla quale nel 1911 avrà il primo figlio. Il 24 aprile del 1911 viene solennemente ordinato sacerdote della Chiesa ortodossa. Il 5 aprile del 1912 consegna la sua tesi di dottorato per il conseguimento del Dottorato e del titolo di Magister in Teologia, sulla verità spirituale. Florenskij è oramai un affermato storico alla cattedra di docenza straordinaria.
Dal 1912 svolge attività pastorale presso la chiesa dedicata a Maria Maddalena, a Sergiev Posad (dove nel 1300 affluirono i monaci attirati dalla figura di Sergio di Radonež). Come testimoniano alcuni appunti sparsi, scritti il 10 settembre del 1916, la chiesa stessa nella quale svolgeva le sue funzioni era rivolta non verso Oriente, ma verso Occidente. Florenskij pare leggervi un segno del suo interesse per il paganesimo e per l’antichità, scoprendovi oltre al significato simbolico una incessante contemplazione della bellezza davanti al tramonto e alla Lavra.

In quei mesi gli viene assegnata la direzione del Messaggero Teologico, col quale già collaborava: manterrà l’incarico fino al 1917. Nel frattempo lavora a “La colonna e il fondamento della Verità“, l’ultima variante al testo definitivo risulta apportata il 19 maggio del 1914, considerato vera e propria summa del pensiero religioso russo non solo contemporaneo.[3]

Tra il 1912 e il 1913 tiene un ciclo di lezioni e conferenze presso l’Accademia Teologica Moscovita: le sue parole sono tracciate attraverso l’alternarsi di intuizioni filosofiche, logiche, ontologiche, estetiche, mistiche. Ormai è emersa pienamente, in Florenskij, l’esigenza di un realismo e di un idealismo concreto, in contrasto con l’idealismo trascendentale, che arrivi a scrutare in ogni fenomeno il simbolo della realtà. Lo stile della sua produzione, impressionista e dalla tonalità talvolta rapsodica, è un dato caratteristico del suo pensiero nomade, del pensiero che travalica le culture, le lingue, le epoche, le società. Un pensiero dove quella stessa cultura appare come una decisiva germinazione del culto.

Negli anni che precedono la Rivoluzione d’ottobre, frequenta il circolo simbolista moscovita e la Società Filosofico-Religiosa della città. Interviene nel dibattito sulle avanguardie in riviste di teologia, filosofia, arte. Conosce personalmente Nikolaj Berdjaev, Sergej Bulgakov, E.N. Trubekoj. Dice di lui Rozanov in una nota del 1914: “Ciò che in lui mi attira di più è la sottile percezione dell’altro, la sua grande indulgenza verso gli uomini e verso tutto, il grande interesse per gli uomini e per le cose.”

Tra il 1918 e il 1922 (anno in cui l’amico filosofo e teologo Sergej Nikolaevič Bulgakov accetta la scelta dell’esilio parigino) tiene alcuni cicli di conferenze all’Accademia libera di cultura spirituale fondata dallo stesso Berdjaev. Nel 1921 è scelto come professore del Vchutemas, alla cattedra di Analisi della spazialità nell’opera d’arte. Crea questa nuova disciplina utilizzando dati della matematica, della fisica, della psicologia e dell’estetica. Le lezioni di quegli anni di insegnamento e di studio, tra il 1921 e il 1924, caratterizzati in prima istanza anche dal lavoro al saggio sull’icona Ikonostas, andranno custodite nell’archivio di famiglia. Sulla base di quegli appunti nel 1925 elabora il trattato Analisi della spazialità e del tempo nelle opere d’arte figurativa.

Le lezioni rinvenute e stampate si basano invece su due versioni: quella di una studentessa, Verefkina-Strogina, della quale sembra non si abbia notizia, e che Kirill Pavlovič, il secondo figlio, nato nel 1915 prima di Ol’ga, sia riuscito ad annotare semplicemente il suo nome sulla copia; quella dattiloscritta di Sofija Ogneva che, col marito Ivan F. Ognev, professore emerito all’Università di Mosca, aveva vissuto dal 1919 a Sergiev Posad. La coppia era legata da rapporti di amicizia con la famiglia Florenskij, la stessa Ogneva aiutò Pavel a preparare diversi lavori per la stampa. Il trattato del 1925 le era stato dettato paragrafo per paragrafo, per poi essere rivisto e corretto per mano dello stesso Florenskij.

Dal 1921 lavora anche all’interno del laboratorio di ricerca della Glavèlektro[6], l’Amministrazione Centrale per l’Elettrificazione della Russia. Pubblica alcuni studi sulla tecnica, brevetta alcune invenzioni, viene impiegato dalla Goelro, l’Istituto Elettrotecnico di Stato. Dal 1927 al 1933 dirige il progetto dell’Enciclopedia Tecnica: si reca più volte nel Caucaso per ricerche scientifiche e di mineralogia, nel 1925 e dopo l’arresto, nel 1931.

(continua – 2)

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