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Appunti di un’amante delle Antiche Icone Russe

 

“…Il più grande pittore dell’antica Russia fu indubbiamente Andreij Rublev (nato intorno al 1370), monaco, che trascorse i suoi anni giovanili nel famoso monastero della Trinità proprio a Zagorsk, dove dipinse il suo capolavoro, la celebre icona della Trinità. Le figure dipinte da Rublev sono piatte, allungate e quasi senza dimensione, il che sottolinea la loro spiritualità e crea una atmosfera ultraterrena; la sua arte è impregnata di un profondo senso religioso e di una fede fervida.

L’influenza di Rublev lascerà la sua traccia in quasi tutte le opere del XV secolo. Tuttavia i creatori di icone restano anonimi; quasi sempre si tratta di monaci che, per umiltà e modestia, comprimono la propria personalità e si considerano soltanto degli intermediari tra il cielo e la terra, degli umili servitori di Dio e, dopo giorni di penitenza, digiuni e veglia, dipingono le loro immagini di culto pregando intensamente. Anche per questo il carattere mistico delle loro opere è particolarmente accentuato.

Il significato etico e religioso che caratterizza l’arte di questi iconografi, così lontana e autonoma dall’arte occidentale, le conferisce un fascino particolarmente intenso e suggestivo, che noi riusciremo a cogliere soltanto se ci accosteremo alle icone non soltanto con senso critico, ma anche e soprattutto con una intensa partecipazione del nostro spirito e con amore, con un riflesso di quell’amore che ogni russo prova per queste immagini.

(fine)

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