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Peter Carl Fabergé 

 

 

Nato a San Pietroburgo, in Russia, da padre tedesco del Baltico, il gioielliere Gustav Fabergé, e da sua moglie, la danese Charlotte Jungstedt.

Gli antenati paterni di Gustav Fabergé furono ugonotti, originari di La Bouteille, Piccardia, i quali dovettero abbandonare la Francia, a seguito dell’Editto di Fontainebleau ed alla revoca dell’Editto di Nantes, recandosi dapprima in Germania, presso Berlino, e poi, dal XIX secolo, nella provincia baltica della Livonia, allora parte dell’Impero russo.

Educato inizialmente a San Pietroburgo, nel 1860, Gustav Fabergé, assieme alla moglie ed ai figli, si ritirò a Dresda, lasciando la sua attività nelle mani di esperti e fidati manager. Peter Carl frequentò, in questi anni, un corso alla Scuola delle Arti e dei Mestieri di Dresda.

Nel 1864, Peter Carl si imbarcò per un Grand Tour in Europa, con lo scopo di visitare le principali gioiellerie di Germania, Francia ed Inghilterra, e frequentando, nel contempo, un corso a Parigi, vedendo oggetti in musei e gallerie del continente.

Le sue preziose uova d’oro inciso e smalti colorati girano il mondo da 150 anni. Sono passate dalle fastose corti degli zar, alle aste dei giorni nostri, dove vengono acquistate dai collezionisti a cifre da record. Fino alle mostre, di cui l’ultima, nel 2016 a Doha, capitale del Qatar. Stiamo parlando delle preziose Uova di Pasqua inventate da Carl Gustav Fabergè, l’orafo e gioielliere russo che realizzò i suoi capolavori d’incisione e smalti con la tecnica del cloisonné, per le corti degli zar, da metà Ottocento fino al 1917. Le antiche uova capolavoro realizzate esclusivamente per zarine e imperatrici madri, nella fabbrica di San Pietroburgo, sono state esposte nell’ultimo secolo in tutti i musei più importanti del mondo.

Fabergè confezionava due uova per ogni giorno di Pasqua, come dono dello zar alla zarina e all’imperatrice madre. Tra queste c’è il celebre uovo del 1896, quando Nicola II venne incoronato ‘zar di tutte le Russie’, con sorpresa all’interno di un modellino della carrozza dei sovrani.

Oltre alle uova, il gioiellerie confezionava per la corte degli zar, sacre icone e scatole portaoggetti di lusso. Comunque fra il 1885 e il 1917 furono realizzate ben 52 uova: sono quelle imperiali, realizzate in oro, smalti, pietre preziose e nobili metalli.

Il primo uovo prezioso venne realizzato da Fabergè e dai suoi orafi nel 1885 appunto, commissionato dallo zar Alessandro III di Russia, come sorpresa di Pasqua per la moglie Maria Fedorovna. L’uovo, di colore bianco per via dello smalto opaco, aveva una struttura a matrioske russe: all’interno era racchiuso un tuorlo tutto d’oro, contenente a sua volta una gallinella colorata d’oro e smalti con gli occhi di rubino. Quest’ultima racchiudeva una copia in miniatura della corona imperiale contenente un piccolo rubino a forma d’uovo. La zarina fu così felice del regalo che Fabergé venne nominato da Alessandro “Gioielliere di corte” e incaricato di fare un regalo di Pasqua ogni anno da quel momento in poi con la condizione che ogni uovo doveva essere unico e doveva contenere una sorpresa.
La preparazione delle uova occupava un intero anno: una volta che un progetto veniva scelto, una squadra di artigiani lavorava per montarlo. I temi e l’aspetto delle uova variavano. Esempio, sulla parte esterna, l’uovo del 1900 (dedicato alla costruzione della Transiberiana) era decorato da una fascia grigia metallica con inciso il programma dell’itinerario della ferrovia e all’interno aveva un treno in oro in miniatura. Dal 2006, solo 21 uova erano ancora in Russia, per la maggior parte in esposizione nel Palazzo dell’Armeria del Cremlino di Mosca.
Le sue realizzazioni più preziose furono le uova; quelle più importanti le Sacre Icone, molto rare e non meno famose delle uova.

Quella in fotografia, a supporto dell’articolo, è un’icona-trittico che, dal 15 aprile fino al 11 giugno 2011, fu esposta ai Musei Vaticani con altre preziose opere del grande artista-gioielliere.

Fabergé – Icona trittico “Madonna di Kazan, Nicola il Taumaturgo e Santa Alessandra”, dono alla Zarina Alessandra Fyodorovna in occasione del suo matrimonio, Mosca – novembre 1894.

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