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La secolare tradizione di un’arte sacra – I Vecchi Credenti

 

In Russia l’arte delle icone metalliche o da “viaggio” è sempre stata un’arte importante.
Di origine bizantina, si affermò in Russia soprattutto tra il XVII secolo e i primi del XX secolo per l’impulso datole dalle fonderie dei monasteri e dalle comunità legate ai Vecchi Credenti, un movimento dell’ortodossia sorto nella seconda metà del XVII secolo, fedele alle antiche tradizioni russe rispetto alle riforme liturgiche introdotte dal patriarca Nikon.

La praticità legata al formato ridotto e alla sostanziale inalterabilità del materiale, solitamente metallo (leghe di rame), resero tali opere predilette per i viaggi, in guerra, nel lavoro quotidiano per chi voleva pregare, i propri Santi, la Vergine e Cristo, nell’intimità. Le icone di metallo di piccole dimensioni, di peso modesto, in breve tempo divennero le icone popolari per eccellenza e non c’era famiglia che non possedesse almeno un esemplare.

La sua rapida diffusione fu dovuta al basso costo, essendo prodotte in serie con la tecnica della fusione in stampi: i metalli usati furono, fino al XVII secolo, il bronzo ed il rame. Dal ‘700 in poi venne utilizzato anche l’ottone e l’argento per gli esemplari più pregiati. L’icona lignea, invece, rimaneva riservata alle classi sociali più elevate. Più resistente all’usura e ai danni, l’icona metallica divenne per antonomasia l’icona da viaggio.

Il credente poteva non separarsi mai dall’immagine venerata, anche in viaggio, negli spostamenti aveva, anzi, il conforto di una benefica protezione. Anche le icone su tavola di dimensioni molto piccole (in russo Obrasok) venivano indicate come icone da viaggio o da tasca.

Il contenuto estetico inizialmente fu relativamente modesto, ma i maestri fusori riuscirono a dare anche dignità di esecuzione e bellezza a questi oggetti che, partendo dalle semplici placchette e croci bronzee medievali, prendevano le forme rappresentative di numerosi temi. Venivano purificate nel fuoco, pulite, dorate e smaltate, realizzate in dittici, trittici e polittici pieghevoli, adatti per il trasporto e la contemplazione.

Tra i soggetti e varianti, si stima che le tipologie dei bassorilievi assommino ad alcune centinaia di canoni diversi; si tratta delle icone di Cristo e della Trinità, della Madre di Dio, dei Santi e degli Eletti ed, infine, delle Feste liturgiche. I crocifissi costituiscono una categoria a sé stante. Uno spazio particolare è lasciato a San Nicola, soggetto preferito tra i Santi nell’iconografia russa per l’importanza della sua figura sia come taumaturgo che come massimo difensore dell’Ortodossia.

I soggetti e i canoni iconografici delle icone metalliche non si discostavano da quelli delle icone lignee, mentre le dimensioni erano più ridotte. Per la solidità del materiale fu possibile, fin dall’inizio, creare varianti formali e strutturali, non consentite sulle icone di legno.

Un particolare riguardo, per la conservazione dell’arte secolare dei “bronzi”, icone da viaggio, va ai Vecchi Credenti. La vicenda dell’icona russa in età moderna è un’affascinante epopea della storia religiosa e artistica del nostro tempo: la comunità dei Vecchi Credenti che, ribellandosi fin dal Seicento ad ogni innovazione rituale ed artistica e pagando per tutto ciò con la persecuzione, l’esilio e il martirio, mantenne viva l’antica pittura liturgica su tavola e le fusioni d’immagini sacre in bronzo. Nel tempo i Vecchi credenti divennero rispettati pittori, ricercati restauratori, colti collezionisti, ricchi mercanti e abili “copisti” d’icone antiche. Grazie a loro l’arte iconica russa non fu mai confusa con una pittura a soggetto religioso qualsiasi, ma è rimasta il frutto di un complesso rituale per cui il pittore asceta, tracciando con i colori e i metalli pregiati i volti e le aureole di Cristo e della Madre di Dio, degli Angeli e dei Santi, forgia specchi che riflettono il mistero e schiude finestre visibili sul mondo invisibile.

L’icona è l’unica forma artistica cristiana che resiste oggi allo sciatto mondo della secolarizzazione, custodendo nella sua arte l’intero patrimonio liturgico e spirituale dell’antica Chiesa Ortodossa. Ed è l’unica forma artistica che preserva le nostre radici cristiane.

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