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Una conoscenza, ma non tanto, nuova.

 

Con il primo articolo su Pavel Florenskij desidero farvi conoscere, più da vicino, un GRANDE! Nessuno come lui ha colto l’essenza dell’arte delle Icone. Insieme a Pavel Evdokimov rappresenta una fondamentale pietra miliare per la conoscenza di quest’Arte millenaria.

In due/tre capitoli vi descriverò la vita di questo nuovo Leonardo Da Vinci del XX secolo, come viene ormai definito dalla conoscenza internazionale. Riscoperto intono agli anni ’70, per decenni i suoi scritti furono, per molti russi, una leggenda ed un inappagato desiderio di ritrovarli.

Pavel A. Florenskij è una delle figure più significative e sorprendenti del pensiero religioso russo, oggi riscoperto in gran parte d’Europa (dopo oltre cinquant’anni di oblio) come uno dei maggiori pensatori del Novecento. Florenskij è anzitutto un filosofo della scienza, fisico, matematico, ingegnere elettrotecnico, epistemologo, ma anche filosofo della religione e teologo, teorico dell’arte e di filosofia del linguaggio, studioso di estetica, di simbologia e di semiotica.

Il suo piccolo, grande capolavoro sull’arte delle icone svela un mondo che rimarrebbe incomprensibile ai più se lo si avvicinasse con i consueti strumenti della critica dell’arte. Esente dalla prospettiva, incompatibile con la concezione della pittura dominante in Occidente dal Rinascimento in poi, l’icona presuppone una metafisica delle immagini e della luce. Ed è questa metafisica che Florenskij ci introduce, scendendo in analisi storiche acutissime, che svariano dalla pittura fiamminga alle tecniche della preparazione dei colori, dalle forme dei panneggi al significato dell’oro ed al nesso fra le icone e la liturgia della Chiesa Orientale.

A voi gustarvi la conoscenza di questa mente eccelsa!

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