Classificazione: Icona da collezione Antiche Icone Russe, Icone Russe Antiche, Antiche Icone, Icone Russe

Russia: Scuole del Nord

Periodo: Metà XVIII secolo 

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In base a quanto narrato dal Nuovo Testamento l’evento noto come Ascensione è l’ultimo episodio della vita terrena di Gesù: questi, quaranta giorni dopo la sua morte e risurrezione, è asceso al cielo.

La ricorrenza è celebrata in tutte le confessioni cristiane e, insieme a Pasqua e Pentecoste, è una delle solennità più importanti del calendario ecclesiastico.

Secondo il racconto biblico (vangeli e Atti degli Apostoli) Gesù salì al cielo con il suo corpo, alla presenza dei suoi apostoli per unirsi fisicamente al Padre, per non comparire più sulla Terra fino alla sua Seconda venuta.

Il Vangelo di Marco non fornisce chiare indicazioni temporali sull’evento dell’Ascensione. Più chiaro è invece Luca che, negli Atti degli Apostoli, distingue cronologicamente la risurrezione e l’ascensione al cielo, ponendo quest’ultima 40 giorni dopo la prima.

Negli scritti del Nuovo Testamento l’evento dell’Ascensione è collocato nei pressi di Gerusalemme e se i vangeli di Matteo e Giovanni non trattano dell’Ascensione e quello di Marco la nomina senza fornire informazioni sul luogo, più dettagliato è il resoconto del Vangelo di Luca che specifica che Gesù, dopo essere apparso ai discepoli a Gerusalemme, prima di ascendere al cielo li condusse sulla strada verso Betania di Giudea.

La tradizione ha consacrato il monte degli ulivi come il Monte dell’Ascensione.

I primi cristiani ricordavano l’Ascensione riunendosi in una grotta che si trova nei pressi, probabilmente per paura delle persecuzioni.

Dopo l’editto di Costantino, la prima chiesa fu costruita in quel luogo (nel 390 circa) da Poimenia, una devota romana.

L’attribuzione di questa chiesa iniziale, è tuttavia non univoca.

Secondo gli scritti di Eusebio, essa risalirebbe al 333, quando essa fu fatta costruire da Costantino I su desiderio della madre, Elena.

La basilica, detta Eleona Basilica, deve il suo nome alla parola eleon che in greco significa olivo, ma ricorda anche il suono di eleison, pietà, misericordia.

Tale basilica fu distrutta dai Sasanidi nel 614 guidati da Cosroe II, come il Santo Sepolcro, ma diversamente dalla Natività di Betlemme, risparmiata alla visione dei dipinti che ritraevano i Magi (persiani).

Fu ricostruita nell’VIII secolo, e distrutta nuovamente, per essere poi ricostruita dai Crociati. La basilica fu successivamente distrutta dai Musulmani, che lasciarono in piedi solo l’edicola ottagonale ancora presente.

Questo luogo fu comprato da due emissari di Saladino nel 1198 e da allora è rimasto di proprietà una pia fondazione di stampo islamico di Gerusalemme.

Sulla roccia conservata nel santuario, la tradizione riconosce l’orma del piede destro di Gesù, lasciata nel momento in cui ascendeva al cielo.

L’edificio costruito dai Crociati è stato convertito in una moschea, anche se non è usato per il culto a causa dei molti pellegrini cristiani.

Come segno di buona volontà, nel 1200, Saladino ordinò la costruzione di una seconda moschea e di un mihrab (luogo nella moschea dentro il quale si può pregare) nei pressi della basilica, in modo da consentire la visita dei pellegrini cristiani alla roccia dell’Ascensione.

Gli scavi di p. Corbo nel 1959 dimostrarono che il livello della memoria originale resta 8 metri più in basso.

Ancora oggi la basilica è controllata dai musulmani e visitabile dietro pagamento di una cifra simbolica (meno di 10 NIS).

Il convento ortodosso dell’Ascensione è presente sulla cima del monte degli ulivi.

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L’icona è di importanti dimensioni e molto probabilmente faceva parte di una iconostasi o era a disposizione di una nobile famiglia che la aveva per la devozione domestica.

La rappresentazione, come per tutte le icone, è canonica, rispetta il dogma originale, con una ripartizione che permette di avere Gesù nella parte superiore fra le nuvole, con le braccia alzate al cielo.

Lo assistono due arcangeli, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra, i quali invitano gli apostoli che stanno sotto di loro in una ripartizione particolare, con la Madre di Dio disposta a destra, per chi osserva.

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