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Glossario

A
Acatisto Lunga composizione poetica in onore alla Vergine, da ascoltare “in piedi” (come dice il termine). L’Acatisto commemora la liberazione di Costantinopoli dall’invasione dei Persi e degli Avari nel 626 ad opera della Madre di Cristo
 
Acheropita Tipologia di raffigurazione del volto di Cristo (in greco “non dipinto da mano umana”), in memoria del miracolo della guarigione del re Edessa Abgar, ottenutagli dall’effige di Cristo miracolosamente impressa dallo stesso Salvatore su un lino.
 
Angolo bello L’altare domestico, presente tradizionalmente nella casa ortodossa, rivolto verso Oriente, composto di icone (generalmente la Madre di Dio, Cristo e San Nicola) adornate da lampade votive, Ceri, drappi, ecc.
 
Assisto crisografia Letteralmente “scrivere in oro”. È la tecnica mediante la quale si configura quella fine ragnatela d’oro nella pittura di icone: essa è ottenuta con tocchi finali, i cosiddetti “ravvivatori” o “animatori”, che assumono la forma di puntini, zig-zag, di trattini o di piani ombreggianti.
 
B
Basma Rivestimento di un’ icona che non è costituito di un solo pezzo, ma è composto di strisce applicate direttamente sulla tavola.
 
Bolus Composto liquido di terra rossa, sego e colla organica, che viene steso sul levasi e su cui viene successivamente applicato l’oro zecchino in fogli durante il procedimento della doratura.
 
C
Canone Iconografico Regole compositive e di simboli, fissati dai Padri della Chiesa, cui l’iconografo deve attenersi scrupolosamente quando dipinge un’ icona.
 
Cesellatura Tecnica di lavorazione dei metalli praticata mediante specifici strumenti (ceselli) per ottenere determinati motivi ornamentali a basso rilievo, precedentemente delineati sulla superficie.
 
D
Deesis Parola greca che significa “supplica”: definisce una particolare composizione iconografica (generalmente distribuita su più tavole), che vede al centro Cristo in Trono e ai lati teorie di Angeli e Santi giudate rispettivamente dalla Vergine e da San Battista.
 
Dodecaorton Rappresentazioni delle Dodici Grandi Feste dell’ anno liturgico che trovano posto nel terzo ordine dell’ Iconostasi.
 
E
Encausto Tecnica pittorica in uso nel mondo classico, greco e romano e trasmessa poi all’icona cristiana dei primi secoli: letteralmente la parola significa “colore sciolto nella cera fusa”: la tecnica veniva eseguita diluendo i colori in cera e spalmandoli a caldo sulla superficie pittorica.
 
Esicasmo Movimento spirituale dei primi secoli cristiani, basato sulla contemplazione e sulla preghiera del cuore, che ebbe nuovo rigoglio nel XIV sec. Nel mondo bizantino attraverso la personalità di Gregorio Palmas, e venne sancito dal Concilio del 1351.
 
 
I
Icona Immagine che raffigura Cristo, la Vergine, i santi. È una tavola di legno dipinta con terre naturali secondo tecniche e canoni iconografici stabiliti dai Padri della Chiesa.
 
Iconoclastia Controversia religiosa che portò alla distruzione di moltissima immagini sacre, sia in mosaico,su tavola sia su affreschi. Suscitata nel 726 dall’ imperatore Leone III Isaurico e sostenuta anche da molti teologi, ebbe termine soltanto nell’anno 843, quando fu ristabilita la venerazione delle sante immagini, già affermata dai Padri Conciliari a Nicea nel 787.
 
Iscrizione Ultima fase pittorica dell’icona che consiste nel tracciare i nomi di personaggi o dell’evento raffigurato. Suggellando così la fedeltà dell’icona al prototipo.
 
L
Levkas Dal greco “leucos”, bianco. È costituito da polvere di gesso e di alabastro bollita con colla di pesce, applicato sulla tavola a più mani (da 3 a 5) e levigato con spatole di legno o metallo. Il suo spessore può variare da 1-2 mm. Fino a 3-4 mm. e funge da base al disegno dei personaggi e degli eventi da raffigurare.
 
Liturgia Con questa espressione la Chiesa orientale definisce la celebrazione eucaristica.
 
M
Mandylion Il sacro lino su cui Cristo impresse il suo volto per esaudire il desiderio del re di Emessa, Abgar. Su di esso è sovente raffigurato il “Volto di Cristo non dipinto da mano d’uomo” (Acheropita)
 
Maphorion Manto della Vergine e delle Sante. Il manto della Vergine è generalmente di colore rosso porpora (secondo la tradizione simbolo della regalità acquisita dalla persona umana attraverso l’incarnazione in Cristo) e ha sul capo e sulle spalle tre stelle che sono antichissimi simboli siriaci della verginità.
 
Menologio Icona mensile, una sorta di calendario sacro la cui superficie pittorica è divisa in fasce orizzontali frazionate in minute raffigurazioni dei Santi secondo la successione del calendario liturgico.
 
N
Niello Tecnica orafa di lavorazione dell’argento che consiste nello scavare col bulino nel metallo seguendo un disegno e poi riempire i vuoti con un mastice nero, composto di rame, piombo, argento e zolfo.
 
Nimbo Mandorla di luce che circonda il capo di Cristo (che ha sempre una croce inserita, con le iniziali della definizone di Dio. “Colui che è”) e dei Santi. Generalmente dorato il nimbo può essere anche rosso o dello stesso colore del fondo, da cui si stacca attraverso un profilo rosso o oro, a secondadel periodo, della tradizione e dell’intento pittorico. Talvolta può essere in rilievo oppure lavorato a bulino. In epoca più tardiva si diffuse l’uso di sovrapporre ai nimbi delle coperture metalliche impreziosite da smalti, filigrana, pietre, ecc.
 
O
Odigitria Tipologia di raffigurazione della Vergine che sostiene il Bambino con un braccio, mentre con l’altra mano lo addita alla venerazione dei fedeli: in tal modo la vergine si fa guida (odigos, in greco) del popolo cristiano verso Cristo.
 
Oklad Ricco rivestimento metallico dell’icona che la nasconde parzialmente estendendosi sul fondo e sui nimbi.
 
Olifa Sostanza, il cui componente principale è l’olio di lino cotto, con la quale si ricopre l’icona alla fine di tutta la fase pittorica; serve per conservare i colori e per esaltarne, impregnandoli, la trasparenza e la profondità.
 
Omophorion Attributo proprio dei Vescovi (equivalente del pallium latino), è una fascia di lana bianca molto larga, ornata di croci, che si fa passare sulla spalla e intorno al collo, ripiegandola per formare un angolo sul petto, e lasciandone ricadere le estremità fino ai piedi. Sia davanti che dietro, l’Omophorion, è il simbolo della pecorella smarrita portata sulle spalle dal Buon Pastore, perciò è sempre di lana bianca.
 
P
Pantocratore La tipologia più antica e diffusa di raffigurazione di Cristo come “Colui che sostiene in sé l’essere”, il Giudice misericordioso. Generalmente a busto,con la mano destra benedicente e il vangelo nella mano sinistra.
 
Plav’ Tecnica pittorica del volto nell’icona, consistente nella stesura di un incarnato di base (sankir’) cui si sovrappongono mani di ocre sempre più chiare, a modellare i volti e a creare l’effetto di una luminosità che scaturisce dall’interno.
 
Proskinesis Si riferisce alle icone, spesso monumentali, dell’ordine inferiore della iconostasi e che si “pongono” quasi direttamente alla venerazione dei fedeli.
 
Prospettivarovesciata Il tipo di prospettiva prevalente nell’icona, dove il punto di fuga non è sullo sfondo ma in primo piano (lo spettatore) e la realtà è presentata secondo più prospettive ottiche per raggiungere una visione globale.
 
R
Riza Rivestimento metallico di molte icone: esso è costituito da un’ intera e sottile lamina di metallo, a volte povero come il ferro o l’ottone, a volte prezioso come l’argento, l’argento dorato o l’oro.
 
S
Sankir’ Colore di base dell’incarnato che può avere varie sfumature e ricette a seconda di epoche e tradizioni, ma generalmente ha una tonalità piuttosto scura ed è composto di ocre e terre verdi.
 
Sinassi Con questo termine (alla lettera “associate le dignità”) si celebra, all’indomani si una solennità, la festa di un personaggio minore che svolge un ruolo nella festività. Così all’indomani del Battesimo di Cristo si celebra la sinassi di San Giovanni Battista,, all’indomani della festa di San Pietro si celebra la sinassi dei dodici apostoli ecc. La sinassi della Madre di Dio viene ricordata il giorno successivo al Natale.
 
T
Taumaturgico Nella tradizione bizantina significa “pieno di presenza”, quindi miracoloso per sua presenza. Giovanni Damasceno chiama l’icona “canale di grazia che ha forza santificatrice” e, per questo, fonte di miracoli.
 
Z
Zeppe Listelli di legno duro inseriti, a coda di rondine, sul retro delle tavole per impedire al legno di curvarsi.